Rassegne stampa

I primi 15 anni di Macnil, dall’exit a Zucchetti al sogno della “Murgia Valley”, raccontati da Mariarita Costanza

20/06/2016

Un polo tecnologico per supportare startup e progetti innovativi: l’ingegnere elettronico e direttore tecnico porta la sua sfida a TEDx Lecce

Di seguito l’intervento al TEDx Lecce (aprile 2016) di Mariarita Costanza, ingegnere elettronico e direttore tecnico di Macnil (dal 2014 fa parte del Gruppo Zucchetti), fra le più grandi aziende italiane di produzione del software (nata alla fine degli anni Novanta). Esperta di Digital Innovation, ha costruito in Puglia la prima grande azienda che si occupa di Internet of Things, Fleet e Management. La sua sfida è costruire un polo tecnologico, la “Murgia Valley”, in un’area prettamente agricola e dedita all’artigianato. Il suo motto è: “Nulla è impossibile a meno che tu pensi che lo sia”.

tedx lecce

Sognavo la Silicon Valley e mi sono rimboccata le maniche

…Rivoluzionario è colui che crede fortemente in un obiettivo e lotta e combatte con lo scopo di raggiungere quello scopo. La mia storia ha in diversi punti delle scelte che sono state rivoluzionarie. A partire dalla mia laurea in Ingegneria Elettronica, al Politecnico di Bari nel 2001. Come tutti i neolaureati ho iniziato a mandare curriculum in aziende al Nord e all’estero. Sognavo però di andare a lavorare in Silicon Valley, volevo fare ricerca, stare a contatto con la tecnologia, inventare qualcosa di nuovo. Poi però ho cominciato a pensare che era il caso di rimboccarmi io le maniche e di fare tutto quello che serve per raggiungere la mia meta, stando però nella mia terra. Io sono di Gravina in Puglia, a 200 chilometri da Lecce. Un paese agricolo, con tanto artigianato, buon cibo ma in cui non c’è una storia in fatto di tecnologia. Eppure anche in Silicon Valley c’è stato un momento zero. Quello in cui un pazzo ha avuto l’ambizione, insieme ad altri, di realizzare il suo sogno. Perché noi non possiamo farlo? Pensavo di realizzare un’azienda ICT, nel mio territorio, a Gravina.

Condividere le conoscenze e immaginare un polo tecnologico

Non ero sola. All’epoca, con il mio fidanzato (oggi è mio marito e socio in affari) abbiamo cominciato a pensare a cosa fare. Io avevo scritto la mia tesi di laurea sull’uso degli sms in ambito business. Partiamo da lì e cerchiamo di mettere su un progetto. Per cominciare però c’era necessità di soldi e siamo andati in banca e con un prestito di 30 milioni siamo partiti. Avevamo una meta ben chiara davanti: un’azienda ICT. Oggi, dopo molti sacrifici, ci siamo riusciti. Siamo partiti in 2 e siamo 35. Siamo entrati un grande gruppo industriale, il gruppo Zucchetti. Ci occupiamo di telemedicina, fleet management, sistemi di rilevazione satellitare, progettiamo schede elettroniche per dispositivi medicali. Attività che nel nostro territorio sono poco frequenti. Siamo stati i primi 15 anni fa. Oggi abbiamo un altro sogno: dimostrare che non è il territorio a fare l’uomo ma il contrario. Se tutti insieme decidiamo di unirci e condividere competenze e know-how, possiamo riuscire a realizzare nella nostra terra un polo tecnologico che non ha nulla da invidiare alla Silicon Valley.

Le startup per rilanciare la zona industriale di Gravina

Per realizzare il nostro progetto ci stiamo spostando dal centro di Gravina alla zona industriale, dove ci sono una marea di capannoni. Provavo un senso di tristezza quando siamo andati sul posto per scegliere quello più adatto. Si respirava l’aria di operai che hanno perso i lavoro all’improvviso. Gravina era al centro del mercato del mobile imbottito. Poi il business è entrato in crisi. L’idea è rivalutare questi spazi. In che modo? Le startup sono un vantaggio per l’economia, una grande carta da giocare. Ho conosciuto tanti giovani del Sud con molte idee innovative e interessanti a cui manca però il post produzione. La nostra idea è realizzare un polo, in cui non si condividano solo competenze tecnologiche ma anche competenze legate all’analisi di mercato.

Murgia Valley

Il nostro è un progetto ambizioso che richiederà sforzi e sacrifici, a cui però siamo abituati. Quando siamo partiti, abbiamo scelto di rimanere a Gravina, ma non abbiamo rinunciato ad aggiornarci. E’ importante rimanere nel proprio territorio, ma questo non vuol dire che i giovani devono rinunciare a conoscere nuove tecnologie, fare corsi di formazione. Il nostro territorio ha delle potenzialità che quasi diamo per scontate, ma che sono uniche. Con la Murgia Valley vogliamo puntare a rivalorizzare il territorio in tutte le sue sfaccettature e dare possibilità e supporto, a 360 gradi, ai giovani imprenditori. Questo grazie ad una condivisione di know-how e competenze.