Rassegne stampa

Localizzare i dipendenti con l’app? Ora si può

14/11/2014

Il Garante della Privacy fissa i paletti: bisogna anche informare i sindacati

Due società telefoniche, Ericsson e Wind, potranno utilizzare i dati di localizzazione geografica rilevati da una app attiva sugli smartphone in dotazione ai lavoratori. Si tratta di una svolta, che ha ricevuto il via libera del Garante «purché i gruppi adottino adeguate cautele a protezione della loro vita privata».

L’Autorità ha fissato alcuni paletti che le aziende devono impegnarsi a rispettare, coinvolgendo i sindacati. I gruppi dovranno informare i lavoratori, ma non saranno tenuti a chiederne il permesso. Al termine dell’orario di lavoro o in pausa pranzo, inoltre, il dipendente può disattivare l’applicazione, che – in ogni caso – si spegne dopo un certo numero di minuti di inattività. Ancora: è impedito l’accesso ai dati personali, dunque Sms, posta elettronica e traffico telefonico sono off-limits. Un altro dettaglio fondamentale: il sistema non deve eseguire alcuna storicizzazione del dato di geolocalizzazione. Insomma, nessuna mappa degli spostamenti.
«Le finalità del trattamento, così come rappresentate dalla società, risultano lecite – si legge nella disposizione dell’Autorità -. La funzionalità di localizzazione geografica consente infatti di ottimizzare la gestione ed il coordinamento degli interventi effettuati dai tecnici sul campo, incrementandone la tempestività a fronte delle richieste dei clienti, soprattutto in caso di emergenze e/o calamità naturali».
La localizzazione, spiega il Garante, « consente altresì di rafforzare le condizioni di sicurezza del lavoro effettuato dai tecnici stessi, permettendo l’invio mirato di eventuali soccorsi soprattutto in aree remote o non facilmente raggiungibili e comunque di supportare più rapidamente i lavoratori in caso di difficoltà».

Un dettaglio particolarmente importante: le informazioni riferibili ai possessori dei dispositivi saranno utilizzate per finalità non riconducibili a quelle di controllo degli stessi, tanto che nessun «utilizzo dei dati potrà avvenire per finalità diverse da quelle dichiarate, come ad esempio per scopi disciplinari».

fonte: www.lastampa.it