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Mariarita Costanza: così abbiamo creato la nostra startup di successo

01/11/2016

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“La vera sfida per una startup è concentrarsi sulla cima e non sulla salita”

Le esperienze di successo di grandi aziende hanno il compito, se non il dovere, di ispirare e spronare tutti coloro che hanno un sogno, un’idea, un progetto innovativo. Per questo oggi vogliamo raccontarvi la storia di Macnil Gruppo Zucchetti, uno dei colossi italiani nella produzione di software, nonché uno dei principali partner importante del programma Startup University. Ce ne parla in questa intervista Mariarita Costanza, ingegnere elettronico e direttore tecnico del Gruppo, e anche mentor del nostro programma di accelerazione.

Raccontaci la storia dell’azienda: com’è nato tutto e quali erano i vostri obiettivi all’inizio?

La Macnil è nata nel 2000 ad opera di Nicola Lavenuta e Mariarita Costanza, una coppia di giovanissimi che hanno coltivato e creduto in un sogno: creare una grande azienda tecnologica, restando nella propria terra, la Puglia, e, allo stesso tempo, confrontandosi con il resto del mondo, grazie alla partecipazione a fiere ed eventi di carattere nazionale e internazionale.

Quali sono state le principali difficoltà incontrate agli inizi e come le avete superate?

La scelta di rimanere al sud è stata coraggiosa. Eravamo lontani dai grandi centri economici, ma soprattutto non avevamo un soldo in tasca per cominciare l’attività. Dalla nostra avevamo, però, la determinazione nell’andare avanti e l’umiltà e la consapevolezza di non poter riuscire da soli, ma chiedendo aiuto a chi credeva in noi: i nostri genitori.

Grazie a loro, abbiamo avuto un prestito di 30.000.000 di lire che ci hanno consentito di “partire”, in tutti i sensi. Infatti, si è reso necessario sin dal primo momento spostarsi ogni settimana tra Nord, Centro e Sud, e qualche volta anche all’estero, cercando di carpire i nuovi trend del mercato e conoscere le nuove tecnologie.  Molti dei nostri conoscenti continuavano a ripeterci che la strada sarebbe stata tutta in salita, ma noi continuavamo a guardare fisso in cima a quella salita.

Oggi quella cima l’avete raggiunta. Parlaci del “cuore” delle vostre attività.

Operiamo nel settore dell’IoT, l’Internet of Things, con un focus particolare nel mondo automotive. Il nostro core business sono il fleet management e la sicurezza automotive. Spaziamo poi nel capo delle Smart City e del Digital Mobile Marketing, con piattaforme per la comunicazione digitale per la creazione di DEM e landing page.

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Crescere significa anche circondarsi di persone valide. Con quali criteri selezionate partner e collaboratori?

Mi piace pensare all’azienda come ad una squadra, ciascuno col suo ruolo, ma tutti allineati su valori, obiettivi e visione comune. Nella selezione dei collaboratori, ma anche dei partner, è importante per noi percepire i valori, il loro credo e la passione che ci mettono in ciò che fanno, a volte più delle competenze specifiche: su quelle è più facile fare formazione. Se mancano questi ingredienti, non ci sono i presupposti basilari per l’ingresso nella squadra.

Quanta importanza attribuite al capitale umano? E quanta, invece, agli   investimenti in denaro?

La vera ricchezza di un’azienda è proprio il capitale umano. Oggi abbiamo una bella azienda, parte del primo gruppo informatico italiano, il Gruppo Zucchetti. Da fine giugno scorso abbiamo acquisito una grande azienda di Varese, la GT Alarm, nel mondo della sicurezza per l’automotive e per la casa.

Tutti successi che abbiamo potuto raggiungere anche grazie ad una squadra di collaboratori su cui abbiamo potuto contare e di cui ci siamo potuti fidare nel processo di delega. Tra gli investimenti più importanti ci sono proprio quelli della formazione dei collaboratori, perché solo avendo una squadra di campioni si può riuscire a vincere il campionato.

Che cosa significa “innovazione” per la vostra azienda?

Innovazione è apertura mentale, predisposizione alle novità e al cambiamento. Siamo stati “innovativi” quando nel 2000 abbiamo accettato la sfida di realizzare in un posto prettamente agricolo, un’azienda che si occupasse di tecnologia.

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Cosa pensate dei programmi di formazione e accelerazione (come Startup University) per giovani imprenditori che vogliono portare al successo la propria idea?

Ho già detto spesso che, tra tutti gli investimenti, quello nella formazione è uno dei più importanti, perché la formazione ti consente di affrontare le varie situazioni con sicurezza e consapevolezza delle conseguenze alle decisioni prese.

Questo è vero ancor più per i giovani imprenditori, che non hanno l’esperienza dalla loro parte, ma che hanno necessità di comprendere da subito i rischi, le difficoltà e i valori da mettere in campo per riuscire nella loro impresa.

Partecipando a Startup University avete l’opportunità di “adocchiare” diverse startup. Ma quali requisiti devono possedere per risultare interessanti per la vostra azienda?

Fonte: Startup University